Per poter scrivere è necessario leggere. Tanto e di tutto. Si acquisiscono nuovi termini, ci immaginiamo la fisionomia e la personalità dei personaggi – come se ce l’avessimo davanti agli occhi – si scoprono gli intrecci delle trame, insomma si allena la mente.
Non parlo di studiare, quello è una cosa diversa.

Leggere non serve solo allo scrivere, ma anche alla vita: certe frasi ti si imprimono non solo nel cervello – che archivia, come il più perfetto dei pc, nella banca dati della memoria ogni dato valevole di essere immagazzinato – ma anche nel cuore che si spalanca verso nuove emozioni. 

Io ho il vizio di leggere. È il mio allenamento quotidiano. Non perdo chili, purtroppo, ma ingrasso la mente, che non è mai sazia.

Di seguito riporterò le frasi di alcuni libri che ho letto e che hanno avuto in me gli effetti sopra descritti . Spero possa essere utile per qualcuno.


“Rompo il silenzio che solo ora vedo illusorio scudo a protezione dei miei figli”.

Loretta Cellini e Annunziata Romani – Raccomandata con ricevuta di ritorno – 


“Non è ancora entrata nella mentalità e nella sensibilità comuni la differenza che esiste tra le patologie fisiche e quelle psichiche. Tale differenza non esiste nel dolore che si prova… il dolore non è misurabile, ma nel fatto che fra le persone con problemi psichici il numero di suicidi è elevatissimo e non perché, come qualcuno crede, lo psicotico è un perdente o un vigliacco, ma perché la sofferenza che si prova è espressa in modo diverso”.

Alessandro Bon – Abbiate fede, il domani sarà meraviglioso –


“La tua arte parla per te al di là di tutto. Racconterà chi sei, indipendentemente da quello che gli altri vedono. Indipendentemente da quello che gli altri vogliono vedere”.

 Simona Atzori – Cosa ti manca per essere felice – 


“Armatevi di passione. Il blog serve per comunicare proprio questo: la vostra passione”.

Kiro – Bloggare alla grande –


“Non avrei mai pensato di scrivere questo libro. Sebbene abbia collaborato a oltre quaranta pubblicazioni, l’argomento trattato, il disturbo bipolare, era così personale che avevo paura di provare imbarazzo, di essere scoperta, ostracizzata”.

Karla Dougherty – Una diversa follia –


“Al bisogno di fare ordine prima di tutto nella mia testa, si è aggiunta un’altra riflessione, che riguarda l’importanza crescente della parola scritta”.

Luisa Carrada – Il mestiere di scrivere –


“Non aveva ancora appreso perfettamente le alchimie della doccia: l’acqua era sempre troppo calda o troppo fredda e il grado di benessere si basava su un equilibrio molto difficile da raggiungere e mantenere. Splendida metafora della vita”.

Stefano Baldi – Sia fatta la tua volontà –


“Allora hai preso la mia mano, l’hai accarezzata, toccata a lungo, stretta, percorsa in ogni piega, ed esplorata in ogni angolo. È stato appagante come un amplesso copioso”. 

Loretta Cellini e Annunziata Romani – Raccomandata con ricevuta di ritorno –


“Chi guarda una nave dalla costa non può giudicare la sua capacità di tenere il mare, perché la parte importante è sempre immersa sott’acqua: non si vede”

A.S. Greer – Storia di un matrimonio –


” Perché vuoi vendere la tua fede? Cosa vuoi fare a pezzi con questo gesto? La tua vita? Ma la vita non si vende ogni momento? Non si fa a pezzi tutta la vita con ogni gesto? E allora? Non si tratta di andarsene, di vagare per giorni, per mesi, forse per anni, si tratta piuttosto di tornare, di trovare se stessi al posto di prima. La vita è un’avventura che ha anche una sua logica e coerenza e non si può lasciare il pensiero e l’immaginazione a se stessi!”

Karol Wojtyla, Andrzej Jawien – La bottega dell’orefice –


“La gioia è volatile e ha una sola preoccupazione, di non dissolversi. Ma il dolore che non può attribuire la causa alla fatalità e deve incolpare l’incuria e il cinismo degli uomini non si rassegna”.

Giuseppe Pontiggia – Nati due volte –


“Aveva capito, però che la vita va scoperta, sfogliata e che non esiste merce che si logori più del tempo”

Chiara Santilli – Caffè alicante –


“La libertà può fare male a chi esce troppo in fretta dalla scatola. Per diventare liberi fuori, dovrai prima imparare a esserlo dentro”.

Massimo Gramellini – L’ultima riga delle favole – 


“Questo è il racconto della notte interiore provata da Santa Teresa di Lisieux. È evidente, allora, che le persone che possiedono una profonda unione con Dio, possono attraversare periodi d’intensa sofferenza spirituale, che San Giovanni della Croce chiama «la notte oscura dell’anima». Per mezzo di queste prove Dio purifica l’anima e le prepara a un’unione ancora più profonda con Lui”.

Angelo Comastri – Madre Teresa, una goccia d’acqua pulita –